mercoledì 17 dicembre 2014

Il Buddha storico: Siddhartha Gautama Shakyamuni

Il Buddha storico Shakyamuni nacque intorno al 560 aC, come il figlio di una famiglia sovrana al confine meridionale del Nepal di oggi nei pressi della città di allora Kapilavastu. La famiglia faceva parte della casa degli Shakya e il lignaggio del Gautamas, che è il motivo per cui il suo nome era Siddhartha Gautama Shakyamuni. 
La sua nascita in un giorno di luna piena maggio è stata accompagnata da segni speciali e dei suoi genitori ha ricevuto la seguente profezia: " Se il ragazzo non viene a contatto con la sofferenza del mondo, diventerà un grande sovrano e soddisfare tutti i vostri desideri. Ma avrebbe dovuto riconoscere che tutti gli stati condizionati sono soggetti alla sofferenza, lascerà tutto alle spalle e portare una nuova dimensione nel mondo". 






Sin dalla prima infanzia, fu circondato da ogni forma di benessere e bellezza, e potè godere di una educazione raffinata. Quando aveva ventinove anni, lasciò il palazzo reale per la prima volta nella sua vita, e incontrò un anziano, un malato e una persona morta ,  esperienze che non aveva mai conosciuto prima. Realizzò quindi che nulla può essere considerato permanente e abbandonò l’esistenza principesca per intraprendere la sua ricerca meditativa nelle montagne e nelle foreste del nord dell’India.Dopo sei anni spesi alla ricerca del significato ultimo, riconobbe la natura della mente, mentre era in meditazione profonda in quello che oggi è la città di Bodhgaya. Egli raggiunse l’illuminazione : uno stato di felicità duraturo e senza limiti che è il pieno sviluppo del potenziale di corpo, parola e mente. Il Buddha insegnò per quarantacinque anni in India, in un contesto culturale particolarmente ricco ed evoluto.  





Tempio Buddista





Durante 45 anni ha dato 84.000 insegnamenti che vengono trasmessi in 108 volumi del Kanjur, oggi. Quando Buddha è morto all'età di 80, la notte prima della luna piena maggio nel piccolo villaggio di Kushinagar  le sue ultime parole sono state: "Ora, posso morire felice . Non ho tenuto nessun insegnamento in una mano chiusa .Tutto ciò, che è utile per te, l'ho dato già .... Non mi credete, solo perché io sono il Buddha, ma controllare, se quello che dico è in accordo con la vostra esperienza. Essere la propria luce. "

Dopo la morte di Buddha, i suoi insegnamenti sono stati compilati durante il consiglio di Rajgir. 500 praticanti realizzati assemblati per scrivere le trasmissioni orali che erano stati memorizzati, spesso in versi, fino a quel giorno. 
Gli insegnamenti della Grande Via e la Diamondway non furono  pubblicati allora, perché erano per i discepoli avanzati. Erano principalmente trasmessi oralmente tra i praticanti.

sabato 13 dicembre 2014

Le ruote delle preghiere



Le ruote delle preghiere sono una presenza costante nella fede buddista tibetana. In mano ai fedeli oppure lungo il perimetro murale esterno del singolo tempio, sono uno strumento di preghiera recante l’iscrizione mistica buddista Om mani padme hung. Conosciute con il nome tibetano di chokhor, le ruote delle preghiere sono, in base alle dimensioni, di due tipi. Quelle portatili che si vedono in mano ai fedeli buddisti, ovvero delle ruote cilindriche in rame con un coperchio removibile dove è nascosta una piccola cavità nella quale è attorcigliata una sottile e lunga striscia di carta di riso contenente gli antichi Mantra.








Al girare della ruota, la preghiera custodita dentro si sbriciola in tanti pezzettini che il vento trasporterà via in ogni direzione. Un giro di ruota corrisponde ad una preghiera recitata e una costante pratica religiosa porta al fedele un karma positivo per la sua prossima vita. Per questa ragione, in giro per il Tibet si vedono i fedeli a qualsiasi ora del giorno far girare la ruota della preghiera e mormorare sottoovoce i mantra indipendentemente da quello che stanno facendo in quel dato momento.








Esistono poi ruote delle preghiere di più grande dimensione e disposte in fila su supporti di legno lungo le strade oppure intorno ai templi o altri edifici sacri. I fedeli buddisti girano il tempio in senso orario (quelli di Bon, la religione tibetana antecedente al Buddismo, in senso antiorario) facendo ruotare i singoli cilindri nella speranza di trarne, il più possibile, karma positivo.













mercoledì 10 dicembre 2014

OSHO: The Fear of the Unknown (La paura dell'ignoto)


" Non devi avere paura, perchè questa  è una follia che accade  solo ad individui rarissimi, non è qualcosa di comune non è pazzia. E' andare oltre la mente e la mente prova una paura terribile, perchè andare oltre significa andare dal conosciuto allo sconosciuto . Uscire da un luogo ristretto che sembra illuminato: andare oltre significa entrare nell'oscurità; e la mente è addestrata a tutto nella vita, ma andare oltre e perdere il controllo sembra pericoloso. "















martedì 9 dicembre 2014

Paramahansa Yogananda: meditazione sui raggi lunari


"Durante le notti confondi i tuoi pensieri coi raggi della luna. Lava in quei raggi le tue amarezze. Avverti la mistica luce diffondersi silenziosa sul tuo corpo, sugli alberi, sulle ampie distese.  Sosta all'aperto e osserva con occhi calmi, oltre i limiti del paesaggio rivelato dalla luna, la linea confusa dell'orizzonte luminoso. Lascia che la mente, col battere d'ali regolare della meditazione, si espanda oltre i contorni degli scenari visibili e oltre l'orizzonte. Consenti alla tua meditazione di varcare il confine delle cose palesi e di correre verso le lande della fantasia.










Lascia che il pensiero si spinga dal campo degli oggetti visibili a lume di luna fino alle pallide stelle e ai cieli lontani che stanno al di là, nella quiete dell'etere, tutti pulsanti di vita. Osserva i raggi lunari diffondersi non solo sulla faccia della terra, ma ovunque, nell'eterna regione della tua mente spaziosa. Medita finchè sui freddi raggi lunari della tua quiete non sfreccerai nei cieli senza sentieri e nella realizzazione non contemplerai l'universo come luce."



da  "Meditazioni Metafisiche" 



La respirazione consapevole

Il respiro è il veicolo dello spirito: esso stabilisce il collegamento tra spirito (creatore) e materia. E' questo il motivo per cui in tutte le culture il respiro è ritenuto l'alito divino della vita che tutto vivifica e viene identificato con l'anima o l'atman.  
Normalmente respiriamo in modo inconsapevole ; vivendo in modo consapevole il nostro corpo stabiliamo un ponte con lo spirito e veniamo a diretto contatto con il Prana, l'energia presente in ogni cosa.










La respirazione consapevole : osservare noi stessi mentre inspiriamo ed espiriamo. Seduti in modo eretto, il più possibile rilassato, osserviamo il respiro mentre passa dolcemente attraverso le narici. Non interveniamo, rendendolo  più profondo o più superficiale, continuiamo ad osservare l'andare ed il venire del respiro.
Il risultato di questo esercizio è essere presenti, percepire più chiaramente il corpo, i pensieri, i sentimenti ed essere collegati al Prana. Il contatto con il  Prana , lo spirito universale,  libera dai pensieri limitanti e fa crescere le nostre capacità creative: ci rende più aperti e ci permette di avere sorprendenti intuizioni.