martedì 25 novembre 2014

I mandala



Mandala in sancrito significa essenza (maṇḍa) e  contenere (la).
E' tradotto anche come cerchio-circonferenza o ciclo. La parola è utilizzata, per indicare un diagramma circolare costituito dall'associazione  di diverse figure geometriche,  
le più usate delle quali sono il punto, il triangolo, il cerchio 
ed il quadrato. Il disegno riveste un significato spirituale e rituale sia nel Buddhismo che nell'Hinduismo.
Il  termine corrispettivo induista è lo Yantra (letteralmente "strumento"). Lo Yantra è simile al Mandala, tuttavia le due tecniche si differenziano per la complessità: lo Yantra è molto più schematico, limitandosi ad usare figure geometriche e lettere  create per il rito o per la meditazione, mentre nel Mandala sono rappresentati anche  luoghi, figure ed oggetti.







Secondo la tradizione buddhista, il mandala raffigura il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro; attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente.I buddhisti riconoscono, però, che i veri Mandala possono essere solamente mentali, le immagini fisiche servono per costruire il vero Mandala che si forma nella mente della gente e vengono consacrate solo per il periodo durante il quale è utilizzato per il servizio religioso.Al termine del lavoro, dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente "distrutto", spazzando via la sabbia di cui è composto. Questo gesto vuole ricordare la caducità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice, anche una forza che dà la vita.




Lo scopo fondamentale del Mandala, oltre al culto e l’identificazione con le potenze divine o la coscienza del rapporto tra “l’Io” e il “Mondo”, è quello di giungere all’autocontrollo della sfera mentale e psichica.  Si tratta di attraversare la selva di segni e simboli psichici che la meditazione totale fa emergere. Significa procedere in un viaggio interiore, i   cui maggiori ostacoli sono le latenze dell’inconscio, spesso devianti e alienanti, o le forze negative che impediscono di realizzare la propria integrazione e centralizzazione.




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